Che cos’è la violenza? È un fenomeno creato dagli uomini. In natura la violenza non esiste. Ogni bestia si comporta secondo il suo determinismo biologico. Le formiche da più di 60 milioni di anni si comportano sempre nello stesso modo, così tutte le altre bestie, ad eccezione della bestia delle bestie, quella umana.

L’ordine sociale, in ogni paese e in tutto il mondo, è l’organismo che stabilisce quanta violenza può essere tollerata nel suo territorio. È lo Stato che tiene il copyright di questo potere. In altre parole, la violenza è relativa all’ingiustiza sociale. Di più c’è ingiustizia in un paese di più c’è violenza. L’ingiustizia è creata dagli uomini ed è associata col mal governo, con l’incapacità di governare, con lo sfruttamento, con la barbarie, con l’ingordigia e la bestialità.

Dove regna una relativa democrazia, giustizia sociale, buon governo, umanità, amore per il prossimo, c’è poca violenza. Gli uomini, in questi paesi, non si ammazzano l’un con l’altro, ma si rispettano e insieme lavorano per creare il benessere del loro paese. Continue reading »

Il mondo com’è


Il reale

Ci piaccia o no, il mondo in cui viviamo è un caos. Nulla è sicuro in esso, tutto vacilla, scivola, si sgretola, si rompe, si dissolve e, infine, si annienta o viene annientato. Le cose appaiono e spariscono senza un perché. Già detto e stradetto questo concetto e lo diremo ancora. L’uomo viene al mondo senza chiederlo e, senza volerlo, muore. Si sente un oggetto fra gli oggetti. Nessuno lo reclama, nessuno lo vuole, nessuna paternità per lui. È solo, debole ed esposto a mille pericoli. Vive la sua esistenza senza una ragione e, se vuole dare una ragione alla sua vita, deve crearsela. Via via che prende coscienza della sua posizione tra i fenomeni che lo circondano, via via che prende coscienza dell’assurda condizione in cui è immerso, scopre anche la sua vulnerabilità: le forze naturali lo sovrastano. Si sente dominato, imprigionato, impotente. Scopre il vuoto, la vertigine, l’abisso e capisce che solo su questo infido terreno può costruire la sua fragile temporanea esistenza. Il grottesco lo soffoca, lo inchioda, lo condanna ad un destino tragico e crudele. Scopre di essere, infine, goffo, orfano, costantemente minacciato, vittima e carnefice dei propri demoni. È in questo paesaggio infernale e senza senso che l’uomo deve costruire il suo impero, la sua realtà, la sua vita. Continue reading »

Il neo presidente francese, Francois Hollande, inizia, come prima cosa, a tagliare il suo stipendio e quello dei suoi ministri, né più né meno come fanno i signori politici italiani che si aumentano lo stipendio anche quando il resto del Paese fa la fame. E non solo. Rubano anche quel che resta nelle casse dello Stato, cioè quel che resta del sudore di quelli che lavorano per davvero: i contribuenti. Vergogna!

 

La storia “stile” il Paese delle meraviglie


Chi ha ucciso il Duce?

Mettiamola così, Rossi, nello stile dei meravigliosi. Allora, chi ha ucciso il Duce? Tanto per cominciare, diciamo che l’ha ucciso il partigiano Giacomo. E tanto per contraddire, diciamo che non è stato lui, che è stato il colonnello Valerio. Neppure per sogno! Né l’uno né l’altro. L’ha ucciso, non il partigiano Giacomo, né il colonnello Valerio, ma il partigiano Roby. No, forse l’ha ucciso il partigiano Johnny. Neppure lui. L’ha eliminato il canadese Lauren. No, il meraviglioso Giacomino l’ha fatto fuori. Chiacchiere. Se volete sapere veramente chi ha ucciso il Duce, ve lo dico io: Hitler, ecco chi l’ha ucciso! No, no e no, è stato un australiano a dargli il colpo di grazia. Not at all! Chi allora? Aspetta, è stato catturato a Dongo. Giusto? Pare. Fucilato a Como. Giusto? Pare. Appeso gambe in aria e testa in giù in una piazza di Milano come un maiale al macello. Giusto? Pare. Pare pare pare, è vero invece! Se lo dici tu! Sì, lo dico io! Calma! Insomma, chi l’ha ucciso: gli americani, i russi, gli inglesi, i francesi, i tedeschi, gli arabi, i meravigliosi, i cannibali della terra del fuoco, chi? Chissenefrega chi l’ha ucciso! Come chissenefrega? Continue reading »

Ormai fanno tutto loro, hanno tutto in mano loro, non li ferma più nessuno. E noi? Noi siamo solo delle bestie intrappolate nelle nostre gabbie domestiche. Prendete La7 in questi giorni, prendete Enrico Mentana, Fabio Fazio, Luciana Litizzetto, Roberto Saviano e avete già capito quello che voglio dire. Le bestie nelle gabbie, cioè i telespettatori, di fronte a questi fenomeni così tanto insistentemente pubblicizzati, non hanno scampo. E dove altro potrebbero andare oltre che a inchiodarsi davanti alla televisione?

Però, se volete togliervi la curiosità e tastare se quello che dico io è giusto, mettete su La7 una Cicala al posto di Enrico Mentana, un Camaleonte al posto di Fabio Fazio, un Chihuahua al posto di Luciana Litizzetto e un Coyote al posto di Roberto Saviano e vedrete, senza neppure tanta pubblicità, vedrete che invece di avere attaccati alla televisione 9 milioni di telespettatori ne avrete 18. Come vedete, ci vuole poco genio e poca arte per ottenere il doppio di questo tipo di pubblico e non dico questo con disprezzo. Ormai le cose funzionano così: chi si esibisce e chi fa da spettatore. Continue reading »

Oggi ho visto, nel Palazzo dell’Eldorado, un fracco di topi, topi che correvano da tutte le parti, topi che squittivano, topi spaventati, topi col pelo ritto, topi con gli occhi impauriti, topi che si muovevano con circospezione, pronti a svignarsela in caso di pericolo, topi che si riunivano intorno alle loro tane, buchi, fogne e borbottavano animatamente. Ma cos’era successo?

Era successo, almeno così mi era parso di capire che, non un gatto ma un gattino, aveva afferrato con una zampa, più per giocare che per altro, la gamba d’un topo e gliel’aveva un po’ maltrattata. È stato questo episodio a creare, da una parte, il terrore dei topi del Palazzo dell’Eldorado, topi che usualmente si nascondono nei cunicoli, nel formaggio Gruyere, nelle cantine, nei sotterrani, in luoghi sicuri e dove possono vivere e nutrirsi tranquillamente e, dall’altra parte, topi incazzatissimi che volevano organizzare un attacco in massa contro il gattino. Continue reading »

Muffa, scimmia o homo sapiens?

Arthur Schopenhauer, in un passo riportato nel libro di Rüdi ger Safranski “Quanta globalizzazione possiamo sopportare?”, scrive: “Nello spazio infinito ci sono innumerevoli sfere lucenti, intorno a ciascuna delle quali ne ruotano forse una dozzina di altre più piccole e illuminate che, calde all’interno, sono ricoperte da una crosta indurita e fredda, sulla quale uno strato di muffa ha generato esseri viventi e conoscenti”, p. 10.

La nostra sfera lucente, Rossi, si chiama Sole. Intorno ad essa ruotano, pare, dieci pianeti. Tra questi pianeti che ruotano intorno alla Sfera lucente, c’è la Terra, la nostra dimora galattica. Essa, come dice Schopenhauer, è costituita da un nucleo caldo interno composto di ferro, di solfuro ferroso e di nichel, poi c’è un nucleo meno caldo, poi il mantello e infine la crosta. Questa, lontana dalla fornace centrale, è andata via via raffreddandosi. Su questa crosta raffreddata, si è creata una muffa, un qualcosa che rassomiglia ai funghi, alla gelatina, al muschio. Da questa muffa fungosa si sono sviluppati diversi tipi di muffe fungose. Alcune pelose, altre pennute, altre frondose, altre ancora striscianti ecc. La maggior parte di queste creature è dotata di istinti che le permettono di vivere e di riprodursi. Continue reading »

La testa del popolo e la testa dei predatori

L’ingiustizia e la corruzione non alloggiano nella testa dei poveri, ma nella testa dei “furbi” e degli “addottorati”. Si penserebbe il contrario, ma non è così. Gli analfabeti, i poco istruiti, i nullatenenti, sono incorruttibili, non hanno una cultura sofisticata che li possa corrompere, che li spinga a possedere tutto, a volere tutto, ad essere perversi e ingiusti. La loro ambizione ha un limite: la sopravvivenza. Risolvere il problema della fame è la loro battaglia giornaliera. Non hanno altri grilli per la testa. E come potrebbero se sono da mattina a sera bersagliati dalla miseria? Questa produce ignoranza, sottomissione, accettazione: tutto accettano pur di restare in vita.

La miseria ha anche la sua virtù: rende umani i poveri. Umani non si nasce, umani si diventa e i poveri diventano umani grazie alla loro povertà. Questa, che conosce il prezzo che bisogna pagare per restare in vita, insegna ad essere buoni, generosi, appunto, umani. Infatti, tra di loro i poveri si aiutano. Hanno una morale e una bontà istintiva. Nascono con lo spirito di aiutare l’altro. Continue reading »

Le radici bibliche

Le radici bibliche, sono vere? Sono state tratte da una storia reale, esistita? Ecco cosa scrive Celso a riguardo: “Quei popoli che hanno avanzato pretese sulla propria antichità come gli Ateniesi, gli Egiziani, gli Arcadi e i Fregi sostengono che presso di loro ci sono stati degli uomini generati dalla terra stessa e ciascuno di quei popoli ne fornisce delle prove. Gli Ebrei invece, rannicchiati in un non so quale angolo della Palestina, privi di qualsiasi cultura e senza aver mai sentito dire che queste leggende già da gran tempo erano state illustrate da Esiodo e da un’infinità di uomini ispirati, misero insieme favole le più incredibili e grossolane: un uomo sarebbe stato plasmato dalle mani di Dio e quindi insufflato, una donna sarebbe stata creata dal suo costato, Dio avrebbe imposto certi comandamenti cui un serpente avrebbe contrastato e questo serpente avrebbe alla fine prevalso sui comandi di Dio. Favole, come si vede, buone per essere raccontate alle vecchiette e nelle quali, nella maniera più empia, si rappresenta Dio già fin dall’inizio impotente ed incapace di farsi ubbidire persino da quell’unico uomo che egli stesso aveva plasmato”, p. 155. Continue reading »

L’altro giorno, mentre ero un po’ perso nei miei pensieri, intuivo che di fronte a me si delineava una magra prospettiva di lavoro e una giornata tratteggiata dalla noia, sono andato allora a farmi un giro, così, su Internet. Ho aperto e chiuso parecchi siti web e, quando stavo per spegnere il computer, ho aperto il sito dell’ U. A. E. R. (Unione Atei Emancipati Razionalisti). Mi sono messo a sfogliarlo come uno sfoglia un libro prima di comprarlo. Dopo aver letto diverse pagine, sento qualcosa cambiare in me. La fatica mi stava passando, la noia anche e iniziavo a sentirmi invaso d’una crescente curiosità.

Mi sono messo ad aprire sul sito in questione alcuni articoli, scritti, saggi, tutti degni della massima attenzione. Ad esempio, nella voce “Biblioteca” ho trovato un tesoro di argomenti: laicismo, storia, razionalismo, i grandi classici, emancipazione, scritti filosofici, ateismo, narrativa, religione, arte ecc, tutti messi lì in modo semplice e attrattivo da sbirciare, leggere, contattare. Continue reading »

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